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Davide VS Golia
20 giugno 2019 Perché non dovresti mai affiliarti a un franchising numeroso Ovviamente Venditafast è il “davide” della storia. Sappiamo di essere una realtà giovane e proprio per questo abbiamo dei punti di forza che i grandi network non potranno mai avere, semplicemente perché non possono riavvolgere il nastro della loro crescita e riscrivere la storia. Il primo e più importante vantaggio è proprio quello di essere un network di poche agenzie, venditafast non è nato con l’idea di diventare un network con centinaia di affiliati e mai lo sarà. Perché questo è un punto di forza? Perché i grandi franchising sono nati tendenzialmente negli anni ‘80/’90 (anche se alcuni sono arrivati in italia solo da pochi anni). Proprio per il periodo storico in cui si sono formati si portano dietro gli stessi modelli operativi e lo stesso marketing tipici dell’epoca della loro nascita, cambiare oggi aspetti così importanti in tutte le 1000/2000 agenzie è un compito quasi impossibile. La politica di affiliazione di massa inoltre ha portato ad un quasi azzeramento degli standard di servizio, che è proprio quello che dovrebbe essere uno dei punti di forza del sistema “franchising”. Pensaci un attimo, potresti entrare in qualsiasi negozio Tiffany del mondo e sono certa riceveresti il medesimo livello di servizio…secondo te si potrebbe dire lo stesso delle agenzie immobiliari? Quali conseguenze ha questo approccio nel lungo periodo?1) Abbassa la percezione di qualità che i clienti hanno di quel brand. Se un collega a centinaia di chilometri di distanza non lavora bene, la sua reputazione negativa influirà anche sulla tua agenzia a causa del brand che porti sulla tua insegna.2) Non è possibile per il franchisor fare azioni di marketing realmente impattanti. Se, come sappiamo, ogni filiale lavora con un suo standard come potrà il franchisor dire ad esempio “le nostre agenzie faranno vedere la tua casa solo a clienti che hanno già la delibera di mutuo”? Impossibile. Perché questo secondo punto è così importante? Perché rispetto agli anni ’80 la quantità di pubblicità a cui tutti noi siamo sottoposti ogni giorno è aumentata esponenzialmente, con l’aumentare della concorrenza e della confusione nella mente dei potenziali clienti l’unica strada percorribile per diventare leader di mercato nel 2019 è esprimere un messaggio di marketing chiaro, semplice e altamente differenziante che il cliente percepisca come nuovo e quindi ricordi.
In cosa sei diverso e perché dovrei sceglierti
21 febbraio 2019 Questo è tutto ciò che dovrebbe fare un sito, e invece… Invece è tutto quello che tendenzialmente NON fa un sito di una agenzia immobiliare. Nella maggior parte dei casi il sito di una agenzia è formato da 3 parti: 1) Una vetrina con gli immobili “da spingere” in pole position della home page 2) La sezione “chi siamo”3) Per i più virtuosi una sezione “blog”   Andiamo per ordine… Se la prima parte della home è dedicata agli immobili in vendita significa che ti stai rivolgendo principalmente agli acquirenti…ma c’è un problema! Un proprietario che desidera vendere il suo immobile e visita il tuo sito difficilmente potrà comprendere come mai dovrebbe rivolgersi a te e non ad un tuo competitor, sei d’accordo? Per lui potresti essere uno come tanti e dunque su cosa ricadrà molto spesso la sua scelta? Sul prezzo! Ovvero la tua provvigione. Se sei un agente immobiliare come me da un pò di anni sai benissimo che la parte più complessa del nostro lavoro è cercare potenziali venditori realmente motivati, perciò ha senso che la prima parte della home del sito sia funzionale a questo scopo non credi? E questo mi collega direttamente al chi siamo….parola più parola meno iniziano quasi tutti così: “l’agenzia pinco pallo è presente sul territorio da oltre 20 anni, questo garantisce la massima professionalità e conoscenza del territorio, siamo specializzati nella vendita di qualsiasi cosa vogliate vendere nel nostro Comune, vi offriamo valutazioni gratuite e vi seguiamo con competenza fino al rogito”. Ho indovinato? Il mio socio Andrea qualche tempo fa mi ha spiegato questo concetto che applico ogni volta che scrivo un testo di promozione di Venditafast: c’è qualcuno che dice il contrario di quello che stai dicendo tu? C’è qualcuno che si propone come l’agenzia meno professionale della zona? Che dice di seguire i clienti solo fino al compromesso? Nessuno vero? Se nessuno afferma il contrario di quello che stai dicendo significa che quell'elemento NON è un elemento che ti differenzia rispetto alla concorrenza. Senza contare poi che per un cliente è estremamente difficile comprendere quale agenzia sia la più professionale, è un concetto soggettivo e di difficile valutazione per chi non è del settore. Lo so, ti fa rabbia, ma tant’è. Ultimo ma non ultimo: il blog. Il blog dovrebbe contenere la sintesi di tutto ciò che ho scritto fin ora, dovrebbe essere aggiornato frequentemente e non con articoli riportati da altri siti (se non citando le fonti nel caso ad esempio di aggiornamenti sull’andamento dei prezzi o numero di vendite). Ogni articolo dovrebbe fornire informazioni utili per i tuoi clienti, consigliarli nelle varie fasi della compravendita e perché no raccontare le problematiche che hai incontrato nelle varie compravendite e come le hai risolte in maniera tale che il tuo potenziale cliente possa pensare “wow! Questa agenzia è proprio quella che fa al caso mio, ha risolto ad un cliente un problema simile a quello che ho io”. Anche noi qualche anno fa eravamo un'agenzia come tante, con un bel po' di lavoro sì, ma ogni giorno era una guerra. Telefonate a freddo, campanelli, annunci e chi più ne ha più ne metta. Ah! Ovviamente 10 -12 ore al giorno di lavoro senza avere mai un briciolo di riconoscimento e tempo per noi. Da quando siamo diventati Venditafast la situazione è nettamente cambiata perché abbiamo finalmente una vera identità. Un'identità diversa dai nostri competitor. Inutile dirti che il fatturato continua a crescere e noi non dobbiamo più impazzire a cercare venditori o acquirenti. E tu? In cosa sei diverso dai tuoi competitor? E soprattutto......i tuoi potenziali clienti lo sanno?
“cerchiamo appartamenti per la nostra selezionata clientela”
13 febbraio 2019 tutti i motivi per cui dovresti cambiare promozione Quante volte i residenti della tua città si sono trovati nella posta un volantino con questa frase? Ti do un indizio: troppe! Se provi a fare un sondaggio scommetto almeno una volta al mese. Forse qualche anno fa funzionava anche, quando non era così frequente e quando la mente dei clienti non era così tartassata da messaggi promozionali. Oggi i problemi con questo tipo di strategia sono essenzialmente due:1) ormai l’hanno capito anche i sassi che 9 volte su 10 non è vero e vuoi semplicemente cercare una nuova casa da vendere2) ti stai rivolgendo in maniera troppo diretta a clienti che nemmeno ti conoscono e che quindi non si fidano di te   Mi concentrerei su questo secondo punto in particolare perché è essenzialmente questo il motivo per cui i clienti non comprano da te (ovvero non ti firmano un incarico): non ti conoscono, non si fidano di te e non sanno perché dovrebbero scegliere proprio te rispetto ai tuoi competitor. La domanda successiva viene da sè…come posso fare a farmi conoscere e scegliere da chi vuole vendere casa? L’approccio che dovresti utilizzare con persone che non ti conoscono, ed è il caso ad esempio di un volantino, dovrebbe essere molto più indiretto. Puoi esporre nel modo migliore possibile i tuoi servizi ma il più delle volte saranno messaggi che il tuo potenziale cliente ha già sentito, non cattureranno la sua attenzione e men che meno lo aiuteranno a capire perché dovrebbe sceglierti. Un approccio molto più funzionale è invece la tecnica PROBLEMA/SOLUZIONE, ti faccio un esempio: “Prequalificheremo i potenziali acquirenti” VS “sappiamo che il tuo tempo libero è prezioso e non vogliamo che tu lo sprechi con visite inutili, per questo sottoporremo ogni acquirente ad una rigida selezione prima di fissare un appuntamento a casa tua”. Essenzialmente stai dicendo la stessa cosa, la differenza sostanziale è che nel primo caso stai parlando del tuo servizio mentre nel secondo caso stai parlando del beneficio che otterrà il cliente usufruendo del tuo servizio. Forse è una piccola differenza ai tuoi occhi, ma è un’enorme differenza agli occhi dei tuoi potenziali clienti. Un altro metodo è l’approccio STORIA, ovvero raccontare una situazione che ti è capitata in precedenza nella quale il tuo potenziale cliente possa riconoscersi e pensare “wow! Questa agenzia ha risolto un problema che è proprio lo stesso che ho io, sono proprio loro quelli che mi possono aiutare!”. Che se poi ci pensi bene le problematiche che affrontano i clienti sono quasi sempre le stesse…giusto? E allora raccontale! Spiega il problema e come lo hai affrontato e risolto e come si sentono oggi quei clienti a cui hai risolto il problema. Lo so cosa starai pensando: “ma fare queste cose mi impiegherà molto più tempo rispetto alla solita frase che mettevo su ogni volantino”. Si, è vero…ma ti garantisco che i risultati saranno nettamente differenti!
Ho venduto casa...
12 febbraio 2019 …o forse no? Come ti sentiresti se fossi assolutamente certo di aver venduto casa e dopo 30/60 giorni fossi nuovamente al punto di partenza? Purtroppo capita più spesso di quanto dovrebbe perciò leggi bene l’articolo per non commettere questo errore!La scena tipica è la seguente: un potenziale acquirente ci contatta per visionare un immobile, i nostri consulenti gli rivolgono una serie di domande per poter aiutare l’acquirente senza fargli perdere tempo mostrando immobili non adatti alle sue esigenze. Una di queste domande è: per comprare la tua nuova casa devi prima vendere? Se la risposta è SI approfondiamo per capire se:1) la vendita è vincolante per l’acquisto2) la casa è già in vendita o ancora no3) se c’è già una trattativa in corsoFacendo queste domande molto spesso ci viene detto: si, io ho già venduto casa! Con qualche altra domanda scopriamo l’amara verità….la vendita è subordinata al fatto che venga concesso il mutuo. Se hai accettato una proposta con questa condizione sospensiva significa che:a) tu venditore non potrai vendere la tua casa a nessun altro perché sei vincolato a quell’acquirenteb) l’acquirente fino all’ultimo giorno può dire “mi spiace, non mi hanno dato il mutuo quindi non compro più”c) se, convinto di aver venduto, hai dato a tua volta una caparra per un’altra casa corri seriamente il rischio di perdere i tuoi soldi!!!  Come si fa quindi per evitare tutto questo? Il primo passo quando si cerca una casa da acquistare è (o dovrebbe essere) rivolgersi ad una banca o ad un promotore finanziario per verificare che i redditi siano sufficienti all’ottenimento di un finanziamento e fino a che importo massimo. A questo punto l’acquirente potrà iniziare a cercare casa con la certezza di poter proseguire con l’acquisto. Questa è la procedura che abbiamo scelto di adottare in venditafast. Sembra logico vero? Eppure non è così scontato perciò presta bene attenzione a tutte le condizioni dell’offerta che ti viene proposta!
THE FOUNDER
06 gennaio 2019 Cosa ho imparato da questo film The Founder, come sicuramente molti di voi sapranno, è il film che racconta la storia della nascita di McDonald's. Ci sono tanti momenti di questo film che meriterebbero un’analisi, oggi mi voglio soffermare su una delle scene finali del film dopo la battaglia in tribunale con la quale Ray Kroc ha lasciato l’1% di proprietà dell’azienda ai fratelli Mc Donald. Per chi non lo ricordasse vi riporto la trascrizione del dialogo qui sotto.   Ray: Potevo rubare le vostre idee e avviare una mia attività usando la stessa roba e avrebbe fallito. Dick: Come lo sai? Ray: Sono l'unico a cui avete mostrato la cucina? Chissà quanta gente avete invitato lì dentro. Dick: E allora? Ray: E quanti hanno avuto successo? Dick: Molti hanno aperto un ristorante. Ray: Grande come McDonald's? Certo che no. Nessuno c'è riuscito, nessuno ci riuscirà, perché a tutti manca quell'unica cosa che rende McDonald's speciale. Dick: Ovvero? Ray: Nemmeno tu sai cosa sia. Dick: Illuminami. Ray: Non è solo il sistema, Dick. È il nome. Quel glorioso nome: McDonald's. Diventa qualsiasi cosa tu voglia che diventi. È sconfinato, non ha limiti e sa di... sa di... sa di America.   Perché ho deciso di parlarvi di Mc Donald? Ultimamente ci stanno arrivando molte richieste di persone interessate al metodo Venditafast, in molti stanno tentando di copiarlo e ci sono tantissime agenzie interessate a far parte del nostro network. Buona parte di queste agenzie vorrebbero lavorare con il nostro metodo mantenendo tuttavia la loro insegna con il proprio nome. È proprio qui il punto chiave. Venditafast è un brand che ha fatto un’operazione fondamentale, si è impossessato di un attributo nel mercato immobiliare: Fast - Velocità - I più veloci nella compravendita di case. Se questo brand è diventato così forte in così poco tempo, oltre che per il fatto di avere un metodo protocollato, è perché ora nella mente delle persone possiede un nome. Possiede un concetto. Possiede una categoria. D’ora in avanti potranno nascere numerosi altri brand che potranno essere i più belli, i più divertenti, i più efficaci…possono inventarsi tantissimi di questi nomi. Di sicuro quello che non può fare nessun’altra agenzia è possedere l’attributo Velocità. Perché?Perché Venditafast ha messo un timbro sul mercato e si è impadronito della categoria.    
Gestione del tempo
14 dicembre 2018 Scopri perché non ci sei mai riuscito È un tema che va molto di moda recentemente. Spesso chi vende o compra casa non ha la percezione di tutto il lavoro che l’agente immobiliare deve svolgere ma se stai leggendo questo blog e sei un agente immobiliare lo sai bene vero? Noi stessi abbiamo frequentato decine di corsi su questo tema. Abbiamo diviso l’agenda “a blocchi”, fatto una lista di cose da fare organizzandola in ordine di priorità, lasciato il cellulare alla segretaria per non farci distrarre, individuato le attività realmente produttive e delegato le altre. Eppure nonostante tutto questo ci accorgevamo che spesso i nostri piani andavano in fumo. Perché accadeva? Perché nessuno ci ha mai spiegato che c’è un aspetto che viene prima della gestione del nostro tempo, ovvero la gestione del tempo delle altre figure professionali con cui dobbiamo necessariamente avere a che fare nel corso della compravendita. Sappiamo benissimo che in una compravendita nel 90% dei casi dobbiamo avere a che fare con: geometra, banca/promotore finanziario e notaio. Queste figure sanno come lavori? Hai mai investito del tempo per definire una linea comune di lavoro?   Si relazionano in maniera efficace direttamente con il cliente o ti tempestano di telefonate per fare da tramite? Puoi essere il guru della gestione del tempo ma la realtà è che se non costruisci un team altrettanto performante attorno a te avrai sempre problemi nel gestire efficacemente le tue giornate.
Mi hanno svaligiato casa!
04 dicembre 2018 Scopri perché dovresti far attenzione a vendere casa senza agenzia Quando si decide di vendere casa, magari la casa in cui abbiamo vissuto e costruito tanti ricordi, gli aspetti a cui si presta attenzione sono principalmente:1. ottenere il massimo prezzo2. far coincidere le tempistiche del trasferimento3. magari trovare un buon acquirente che ami la nostra casa come l'abbiamo amata noi Tuttavia c’è un altro aspetto che chi intende provare a vendere casa senza avvalersi di un’agenzia immobiliare si trova sempre più spesso a dover affrontare: i furti! Come conferma anche il servizio di Striscia la Notizia andato in onda il 10 Novembre questo fenomeno è sempre più frequente (puoi vedere il servizio cliccando su questo link: www.striscialanotizia.mediaset.it/video/finti-acquirenti-di-case_42879.shtml). Come avviene la truffa? Il malvivente contatta dall’annuncio il proprietario fingendosi un potenziale acquirente e fissa un appuntamento per la visita. Il venditore comunicherà al telefono le proprie disponibilità per fissare un appuntamento, facendo così capire in quali orari non si trova in casa. Durante il sopralluogo il finto acquirente si informa sulla presenza di cani, se c’è un sistema di allarme, dov’è la cassaforte, inferriate, ecc…. A questo punto sarà veramente molto facile introdursi nei giorni successivi e svaligiare la casa indisturbato. Perché questo fenomeno non accade se ci si rivolge ad un’agenzia immobiliare? In primo luogo perché è più semplice per il malintenzionato contattare gli annunci da privato.Noi di Venditafast abbiamo molto rispetto della privacy e del tempo di chi sceglie di affidarci la vendita della sua casa, per questo motivo rivolgiamo al potenziale acquirente un questionario di ben 17 domande prima del sopralluogo.Se comprendiamo dalle risposte del potenziale acquirente che la casa per la quale ci stà chiamando non è adatta alle sue esigenze spesso evitiamo il sopralluogo. La difficoltà nel fissare un appuntamento è quindi maggiore e al malintenzionato conviene attingere alla lunga lista di annunci con il recapito del proprietario. E tu…hai mai pensato a chi varca la soglia della tua casa?
Non voglio vendere in fretta
14 novembre 2018 3 motivi principali per cui dovresti vendere casa nel minor tempo possibile Alcune volte nel corso dell’ultimo anno ci siamo sentiti rivolgere questa domanda, più che comprensibile in effetti se non si è a conoscenza di alcuni aspetti riguardanti la vendita.Oggi vogliamo parlarti dei 3 motivi principali per cui dovresti vendere casa nel minor tempo possibile: 1) PIÙ PASSA IL TEMPO MINORI SARANNO LE PROBABILITÀ DI VENDITAQuesto perché un immobile che rimane invenduto per mesi o anni viene declassato agli occhi di un potenziale acquirente il quale comincia a chiedersi “cosa mai quell’appartamento non sarà stato ancora venduto?” 2) PRIMA SI VENDE MAGGIORE SARÀ IL PREZZO DI REALIZZOI dati raccolti e analizzati dimostrano che un immobile tiene molto di più il prezzo di vendita se viene venduto in poco tempo rispetto a quelli che rimangono sul mercato per mesi o addirittura per anni.Senza aggiungere il fatto che il mercato immobiliare ad oggi è ancora in calo pertanto attendere non è la scelta migliore. 3) PRIMA SI VENDE MENO CURIOSI ENTRANO IN CASA TUAUno degli aspetti che maggiormente ci viene riportato da chi ha tentato di vendere privatamente o con altre agenzie è il numero troppo elevato di visite. Quanto del tuo tempo libero vuoi sacrificare con visite di semplici curiosi?I consulenti VENDITAFAST hanno a disposizione un questionario di ben 17 domande da rivolgere al potenziale acquirente al fine di portare a visitare la tua casa solamente a persone realmente interessate e prequalificate finanziariamente.Se stai pensando di vendere casa contatta i nostri consulenti e richiedi un’analisi di mercato del tuo immobile, non rischiare di perdere altro tempo e soldi!
Compravendite in aumento, ma valori in calo nel 2017
14 novembre 2018 A confermare questo, che è ormai un dato consolidato, si aggiunge il Consiglio Nazionale del Notariato con il suo Rapporto Dati Statistici Notarili (DSN), che prende in considerazione l’andamento del mercato immobiliare e dei mutui, oltre che degli atti di donazione e della costituzione di imprese, degli anni 2016 e 2017, considerando le transazioni eseguite appunto negli studi notarili in quel periodo. ANDAMENTO DELLE COMPRAVENDITE RESIDENZIALIPer quanto riguarda il mercato immobiliare, è del 6,79% l’aumento delle transazioni registrate fiscalmente nel 2017: si tratta di circa 863 mila unità, rispetto alle 808 mila del 2016. Se si guarda il solo dato delle compravendite di abitazioni, l’aumento nel 2017 diventa addirittura del 9,33% annuo, mentre l’acquisto di terreni edificabili segna un +12,93%. La maggior parte di compravendite immobiliari è convogliata verso il Nord (55,39% del mercato), mentre il Centro si attesta ad una quota del 18,23% (quota simile a quella del Sud) e le Isole si aggiudicano un 7,88% del mercato. AGEVOLAZIONI PRIMA CASADa notare il dato sulle agevolazioni prima casa: oltre la metà degli immobili abitativi è stata acquistata utilizzandole. Su 553.654 compravendite nel 2017 infatti, per ben 310.880 è stata richiesta l’agevolazione prima casa, richiesta soprattutto da persone fra i 18 e i 35 anni (il 39,66%). A diminuire nel 2017 sono i valori di queste compravendite. Se infatti il 2016 aveva registrato un valore medio superiore ai 148 mila euro, l’anno successivo tale parametro non supera i 126 mila, zavorrato soprattutto dai valori del secondo semestre che hanno fatto registrare una intensa frenata.Gli immobili residenziali continuano a essere venduti più da privati che da imprese: nel 2017 il 75,16% è rientrato nella prima tipologia. MUTUI FINO A 150 MILA EURO I PIÙ DIFFUSIIn aumento tra il 2016 e il 2017 anche il numero di mutui garantiti da ipoteca, che hanno mostrato un +6,68% salendo a 372,5 contratti (di cui oltre 360 mila aventi dei fabbricati per oggetto).I mutui preferiti dagli italiani sono quelli fino a 150 mila euro (il 71% del totale), ma si registra un +35,06% anche per importi fino a 500 mila euro
Perchè usiamo i Virtual Tour per vendere le case?
14 novembre 2018 La Realtà Virtuale negli ultimi anni ha rivoluzionato quasi tutti i settori del nostro quotidiano e sarà sempre più presente nel prossimo futuro. Ikea sta sviluppando software con i quali potremo posizionare virtualmente i loro mobili dentro la nostra casa, gli e-commerce di abbigliamento ci permetteranno di provare i capi direttamente da casa e sempre da casa potremo visitare i più famosi musei del mondo. Anche nel campo immobiliare nuovi sistemi di presentazione virtuale ed interattiva permettono di entrare nelle case, ovunque siano ubicate, senza spostarsi da casa o dall’ufficio. La Realtà Virtuale permette quindi di raggiungere clienti che in altro modo sarebbe impossibile riuscire ad intercettare. Quali sono le implicazioni della Realtà Virtuale nel mercato immobiliare? SE TI INTERESSA COMPRARE CASA Perché utilizzare i Virtual Tour per comprare casa? Ecco quali sono i vantaggi della Realtà Virtuale: 1) Immagina di voler acquistare una casa a Cattolica, prima di fare il viaggio puoi fare un giro virtuale seduto sul divano di casa tua. Naviga su internet invece di spendere soldi in carburante! 2) Non dovrai prendere un appuntamento al buio per visionare un immobile per poi scoprire che non ti piacerà. Farai il tour virtuale della casa e ti recherai sul posto solo per fare l’appuntamento “giusto”. Un bel risparmio di tempo! 3) Tramite la Realtà Virtuale hai la possibilità di vedere l’abitazione “al naturale”, senza filtri e senza ritocchi. A volte le fotografie possono risultare abbondantemente migliori rispetto alla realtà e alle condizioni stesse della casa. La Realtà Virtuale ti permette di vedere anche gli angoli più nascosti dell’abitazione! SE TI INTERESSA VENDERE CASA Perché utilizzare i Virtual Tour per vendere casa? Ecco quali sono i vantaggi della Realtà Virtuale: 1) Aumenti le occasioni di vendita! L’acquirente della tua casa non necessariamente deve essere una persona della porta accanto. Se limiti le occasioni di vendita al tuo quartiere e alla tua città stai vendendo male il tuo immobile. Le case non vengono più vendute con un cartello affisso fuori il cancello. Se aspetti che qualcuno passando per strada veda la scritta “Vendesi” e compri la casa, avrai sprecato molte opportunità. 2) Le visite alla tua casa saranno molto più mirate, solo persone realmente interessate entreranno dentro casa tua! Le persone che visiteranno fisicamente la tua abitazione avranno già fatto la visita virtuale e il sopralluogo sarà solo una conferma di quanto hanno già visto online. Nel nostro caso abbiamo registrato una riduzione del numero di visite del 55%, il che significa che per trovare l’acquirente giusto saranno necessarie mediamente al massimo 4 visite. Un bel guadagno di tempo e di privacy! 3) Le statistiche ci dicono, inoltre, che i Virtual Tour rendono l’utente immerso nella realtà che sta guardano più di qualsiasi altro strumento visivo: foto e video inclusi. L’utente rimarrà coinvolto più a lungo nella visita della tua casa. È un bel vantaggio in campo immobiliare! Se vuoi rendere la tua visita virtuale ancora più realistica fissa un appuntamento presso la nostra agenzia e prova il nostro Visore 3D!
ISTAT: i prezzi delle case non risalgono
14 novembre 2018 I prezzi delle case in Italia registrano ancora un segno meno su base annua, nonostante il piccolo miglioramento negli ultimi mesi del 2017: l’Istat certifica infatti un calo dello 0,3% nell’ultimo trimestre del 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e un +0,1% rispetto al terzo trimestre (dovuto però alle nuove costruzioni). In tutto il 2017 le quotazioni sono scese dello 0,4%.Nel suo comunicato del 6 aprile l’ISTAT ci informa che “rispetto al 2010, nel 2017 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,1% (-1,4% per le abitazioni nuove, -20,5% per le esistenti)”.Prima del 2010 le rilevazioni Istat nono esistevano, ma il calo era già in atto.La risalita dei prezzi è il tassello che continua a mancare alla ripresa immobiliare, che dal punto di vista delle compravendite è in atto da qualche anno, con il 2017 che ha fatto sfiorare i 543mila acquisti: ormai il sostanziale ritorno a un livello che gli operatori ritengono vicino a quello fisiologico (seppur ancora lontano dai livelli del 2006, che rimangono comunque un’eccezione nelle serie storiche del settore). L’Italia, dice l’Eurostat, è l’unico Paese europeo che non ha ancora visto una inversione di tendenza dei prezzi. Come mai?È la grande questione che si pongono anche gli analisti: in realtà in molti avevano previsto una risalita che, seppur in termini blandi, sarebbe già dovuta iniziare. A parte le diverse dinamiche nazionali interne, le differenze con la maggior parte degli altri Paesi europei sono comunque almeno quatto. 1) POCA STABILITÀ ECONOMICAL’Italia in questi anni rimasta più indietro sotto il profilo della crescita del Pil e dell’occupazione ed è stata al centro di turbolenze dei mercati finanziari anche per la debolezza del sistema bancario, causata a sua volta per molta parte proprio dalle sofferenze da asset immobiliari. Un potere d’acquisto più basso e bassa fiducia, unite ad un lungo periodo di stretta creditizia, hanno indebolito la domanda, che resta soprattutto legata alla prima casa e che non è in grado di sostenere prezzi più elevati degli attuali. 2) CALO DEI PREZZI TROPPO LENTOIn Italia – a causa di un tradizionale attaccamento al mattone da parte delle famiglie, con proprietari non disposti ad abbassare subito le loro “pretese” sul mercato – non c’è stato un veloce crollo delle quotazioni come spesso è successo all’estero dopo la crisi subprime. Quindi il processo di calo, nonostante abbia portato a perdere in media oltre il 25% del valore del residenziale, è stato più lento che altrove e così sta succedendo anche con la risalita. Non si può poi non considerare il punto di partenza delle quotazioni, con il grande boom che prima della crisi ha portato i prezzi alle stelle e ha reso senza dubbio più lungo il percorso di riallineamento. 3) TANTA OFFERTA DA SMALTIREL’eccesso di offerta da smaltire, inoltre, accumulata negli anni delle compravendite dimezzate e alimentata dal peso fiscale che spinge a liberarsi degli immobili, si sta rivelando più alta del previsto. E sconta anche l’incognita degli asset derivanti da crediti incagliati (Npl) ancora da piazzare sul mercato. 4) AUMENTO DELLA TASSAZIONE SULLA CASAInfine, con l’introduzione dell’Imu bisogna considerare che in Italia è aumentato di molto il peso fiscale sulla casa, con un effetto inevitabilmente depressivo sui prezzi.
Credito d'imposta
14 novembre 2018 COS’È IL CREDITO DI IMPOSTA?È un beneficio fiscale che ha il contribuente nei confronti dello Stato CHI NE PUÒ USUFRUIRE?Chi vende un’abitazione con le agevolazioni prima casa e ne acquista un’altraavente gli stessi requisiti ha diritto a un credito d’imposta. Occorre ricordare che la circolare n. 12/E dell’8 aprile 2016 dell’Agenzia delle Entrate ha precisato che, in considerazioni delle modifiche che hanno interessato la normativa in materia di “prima casa”, il credito d’imposta spetta anche quando il contribuente acquista la nuova abitazione prima della vendita dell’immobile già posseduto (impegnandosi a vendere la “vecchia casa” entro 1 anno). COME POSSO USUFRUIRNE?Il credito d’imposta non può comunque essere superiore all’imposta dovuta sul secondo acquisto e può essere utilizzato, a scelta del contribuente: in diminuzione dell’imposta di registro dovuta sul nuovo acquisto per l’intero importo in diminuzione dell’Irpef dovuta in base alla prima dichiarazione dei redditi successiva al nuovo acquisto in compensazione con altri tributi e contributi dovuti in sede di versamenti unitari con il modello F24 (usando il codice tributo 6602) Per fruire del credito d’imposta è necessario manifestare tale volontà nell’atto di acquisto del nuovo immobile, specificando se si intende utilizzarlo in detrazione dall’imposta di registro dovuta per lo stesso atto.In particolare, l’atto di acquisto dovrà contenere, oltre alle “ordinarie” dichiarazioni di possesso dei requisiti per l’agevolazione “prima casa”, l’espressa richiesta del beneficio e dovrà indicare gli elementi necessari per determinare il credito.Occorrerà nello specifico indicare: indicare gli estremi dell’atto di acquisto dell’immobile sul quale era stata corrisposta l’imposta di registro o l’Iva in misura agevolata nonché l’ammontare della stessa nel caso in cui era stata corrisposta l’Iva ridotta in assenza della specifica agevolazione prima casa, rendere la dichiarazione di sussistenza dei requisiti che avrebbero dato diritto al beneficio alla data dell’acquisto medesimo nell’ipotesi in cui risulti corrisposta l’Iva sull’immobile alienato, produrre le relative fatture indicare gli estremi dell’atto di vendita dell’immobile. QUANDO NON SPETTA IL CREDITO D’IMPOSTA?Il credito d’imposta non spetta se: sono stati persi i benefici “prima casa” in relazione al precedente acquisto il contribuente ha acquistato il precedente immobile con aliquota ordinaria, senza cioè usufruire del beneficio “prima casa” il nuovo immobile acquistato non ha i requisiti “prima casa”
Quanto tempo serve per vendere casa?
14 novembre 2018 A questa domanda ha risposto il Rapporto sul mercato immobiliare 2017 Fiaip(Federazione italiana agenti immobiliari professionali), realizzato insieme a Enea e I-Com. Prendendo in considerazione il periodo intercorrente tra la data di incarico di vendita e la data di sottoscrizione del contratto preliminare di compravendita per gli immobili ad uso abitazione, i dati rilevati nel 2017 indicano una percentuale per il tempo medio di vendita per immobili ad uso abitativo: meno di un mese 4%; da 1 a 3 mesi 15%; da 3 a 6 mesi 36%; da 6 a 9 mesi 30%; oltre 9 mesi 15%. COSA SIGNIFICA? Significa che dal momento in cui hai deciso di vendere la tua casa, al momento in cui avrai trovato finalmente un acquirente, nell’81% dei casi ci vorranno da un minimo di 3 mesi fino anche a 9 mesi o più! Sei propio sicuro di voler attendere così tanto prima di veder realizzati i tuoi progetti? Scopri come vendere la tua casa in meno di 67 giorni e al miglior prezzo di mercato possibile nella nostra breve video-guida gratuita cliccando qui
Hai appena comprato casa?
14 novembre 2018 Scopri le 10 cose da fare dopo il rogito. 1. IMPOSTA MUNICIPALE UNICA (IMU) L’Imu, che ha sostituito l’Ici, si paga in due rate, entro il 16 giugno e il 16 dicembre, con il modello F24 (in banca o in posta), sul valore catastale dell’immobile. Chi compra la casa non deve presentare alcuna comunicazione, ma è meglio informarsi presso il Comune sull’importo da pagare, perché le aliquote sono fissate a livello locale. Il mese in cui si stipula l’atto di compravendita è a carico di chi ha posseduto l’immobile per almeno 15 giorni. Sono previste agevolazioni per l’abitazione principale (con residenza anagrafica). 2. IMPOSTA SUI REDDITI (IRPEF) L’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) non è più dovuta sugli immobili usati direttamente, perché sostituita dall’Imu. Gli immobili concessi in locazionesono invece soggetti a Irpef, ma per le abitazioni si può scegliere di pagare la cosiddetta “cedolare secca” sul canone (art. 3 D.lgs. 23/2011). 3. TASSA SUI RIFIUTI  L’acquirente dell’immobile deve recarsi presso l’Ufficio Tributi del Comune per comunicare i dati necessari al calcolo della tassa sui rifiuti, entro il 20 gennaio successivo all’acquisto. Bisogna fornire i propri dati anagrafici, il codice fiscale, la data a partire dalla quale l’immobile è utilizzato, il numero delle persone che abiteranno nella casa e i metri quadrati calpestabili dell’immobile (al netto dei muri interni ed esterni), escluse le terrazze ma comprese cantine e autorimesse. Per gli usi diversi dall’abitazione bisogna considerare l’intera metratura calpestabile, comprese le cantine e simili. Bisogna anche comunicare al Comune competente la cessazione relativa all’abitazione precedente, perché la cancellazione non è automatica. 4. TRASFERIMENTO DELLA RESIDENZA Se andate ad abitare nella nuova casa, ricordate di comunicare il trasferimento di residenza all’anagrafe del Comune in cui si trova, portando con voi un documento d’identità, il codice fiscale, la patente di guida e la carta di circolazione (libretto) dei veicoli a voi intestati. Il Comune della nuova residenza comunicherà il trasferimento al Comune in cui avevate precedentemente la residenza. Se per l’acquisto avete richiesto le agevolazioni sulla prima casa, e non avete già la residenza nel Comune in cui si trova l’immobile, non dimenticate di trasferirla entro 18 mesi dal rogito. Conviene comunque trasferirla al più presto per beneficiare delle agevolazioni sull’abitazione principale ai fini dell’Imu. Patente e libretti. Riceverete per posta le etichette adesive con il nuovo indirizzo da applicare su patente e carte di circolazione. Carta d’identità. La carta d’identità resta invariata sino alla sua scadenza. ASL. Se il trasferimento di residenza avviene nel territorio della stessa ASL e non si intende cambiare il medico di famiglia, non occorre alcuna comunicazione. Altrimenti bisogna recarsi alla nuova ASL di appartenenza e scegliere un nuovo medico di famiglia. Posta. Potete attivare il servizio “Seguimi” per farvi inoltrare al nuovo indirizzo la posta che arriva al vecchio. Basta andare in un ufficio postale o sul sito internet www.poste.it. Banche e assicurazioni. Il trasferimento di residenza deve essere comunicato alla banca e alla compagnia di assicurazione con una raccomandata o direttamente in filiale o agenzia. Partita iva. Chi ha la partita iva deve comunicare il cambio di residenza all’Agenzia delle entrate, entro trenta giorni dalla comunicazione al Comune, con l’apposito modello. Registro imprese. Chi è iscritto al Registro delle Imprese, anche come socio o amministratore di società, deve comunicare la nuova residenza alla Camera di Commercio. Lavoratori subordinati. Il trasferimento di residenza deve essere comunicato tempestivamente al datore di lavoro per le pratiche relative a contributi, Inps, Inail, etc. INPS Il trasferimento di residenza deve essere comunicato all’Inps (o altra cassa di previdenza). Canone RAI. Il trasferimento di residenza deve essere comunicato entro 20 giorni, indicando il numero dell’abbonamento, scrivendo all’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale 1 di Torino – Ufficio Territoriale di Torino 1 Sportello S.A.T. Casella Postale 22 – 10121 Torino, telefonando al 199.123.000 o dal sito internet www.abbonamento.rai.it 5. CREDITO D’IMPOSTA PER RIACQUISTO DI PRIMA CASA Chi aveva comprato la prima casa, l’ha venduta, e ne riacquista un’altra entro un anno, ha diritto a un credito d’imposta. Se l’atto di acquisto è soggetto a Iva, il credito d’imposta non può essere utilizzato subito, ma dovrà essere inserito nella dichiarazione dei redditi che si presenta l’anno successivo. Non dimenticatelo. 6. DETRAZIONE DEGLI INTERESSI PASSIVI DEL MUTUO Chi ha contratto un mutuo ipotecario per l’acquisto dell’abitazione principale, propria o di suoi familiari, può detrarre dalle imposte sui redditi relative all’anno durante il quale ha pagato le rate del mutuo il 19% degli interessi passivi e oneri accessori pagati in dipendenza del mutuo, sino a un importo di 4.000 euro. Il risparmio che si può ottenere può arrivare a 760 euro per ogni anno di durata del mutuo. Tra gli oneri accessori, detraibili nell’anno in cui sono pagati, rientrano l’imposta sostitutiva, le spese di istruttoria e di perizia e le spese notarili per il mutuo, ma non l’assicurazione. La detrazione fiscale degli interessi è ammessa anche quando: – l’immobile è acquistato dal mutuatario; – l’immobile è destinato ad abitazione principale del mutuatario o di un suo familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) entro un anno dall’acquisto (il coniuge separato rientra tra i familiari fino al divorzio; dopo, la detrazione viene riconosciuta al mutuatario che ha trasferito la propria dimora abituale se l’immobile continua ad essere l’abitazione principale dei figli; la destinazione del mutuo all’acquisto dell’abitazione principale può risultare dall’atto di mutuo, dall’atto di acquisto dell’immobile, da un’attestazione della banca oppure da dichiarazione sostitutiva); – l’acquisto dell’immobile avviene nell’anno precedente o successivo alla data di stipulazione del mutuo (se viene acquistata un’unità immobiliare oggetto di lavori di ristrutturazione edilizia, risultante da titolo abilitativo, la detrazione spetta da quando l’appartamento è adibito a dimora abituale, e comunque entro due anni dall’acquisto; se l’abitazione, al momento dell’acquisto è affittata a terzi, la detrazione spetta a condizione che l’acquirente notifichi all’affittuario lo sfratto per finita locazione entro tre mesi dall’acquisto, e adibisca l’immobile a propria abitazione principale entro un anno dal rilascio). 7. DETRAZIONE DELLA PROVVIGIONE PAGATA ALL’AGENZIA IMMOBILIARE Chi ha acquistato la propria abitazione principale può detrarre dalla dichiarazione dei redditi presentata l’anno successivo il 19% della provvigione pagata all’agenzia immobiliare per l’intermediazione, sino all’importo di 1.000 euro (per un risparmio che può arrivare quindi a 190 euro). Non è necessario che siano state richieste le agevolazioni per la prima casa. Mille euro è l’importo massimo della provvigione per ciascun acquisto, e se la casa è acquistata da più persone (per esempio marito e moglie) la provvigione deve essere ripartita tra i comproprietari in base alle quote di comproprietà. 8. DETRAZIONE FISCALE PER LE RISTRUTTURAZIONI Se avete acquistato una casa interamente ristrutturata o un’autorimessa pertinenziale di nuova costruzione, verificate la possibilità di chiedere la detrazione fiscale del di parte delle spese sostenute. Ricordiamo anche che, dal primo gennaio 2012, la detrazione eventualmente spettante al venditore si trasferisce all’acquirente, salvo patto contrario. 9. UTENZE Energia elettrica. La fornitura di energia elettrica può essere richiesta telefonicamente (numero verde 800.900.800), via internet (www.enel.it) oppure presso uno sportello QuiEnel. Per un fabbricato di nuova costruzione occorrono dati anagrafici e codice fiscale del nuovo intestatario, il numero indicato nell’etichetta sul contatore, la potenza richiesta e l’indirizzo per le fatture. Chi subentra in un’utenza già esistente deve comunicare il nome del precedente intestatario, il numero cliente (si trova sulla fattura) e la lettura del contatore, oltre ai dati anagrafici e al codice fiscale del nuovo utente, sia nel caso in cui tale contratto sia ancora attivo (voltura), sia nel caso in cui il contratto sia stato cessato dal vecchio intestatario (subentro). Gas e Acqua. Per gas e acqua occorre rivolgersi allo sportello dell’azienda competente. Bisogna portare con sé un documento d’identità, il codice fiscale e, per il gas, la dichiarazione di conformità dell’impianto. Per il subentro diretto il venditore deve presentare una bolletta e la lettura del contatore. Se non si va di persona occorre una delega scritta e una fotocopia del documento d’identità. Telefono. Per la richiesta di nuovi impianti o per il trasloco di una linea già esistente è sufficiente contattare l’operatore di telefonia fissa preferito. 10. AMMINISTRAZIONE DEL CONDOMINIO L’acquisto di un appartamento in condominio deve essere comunicato all’amministratore, perché possa procedere al corretto addebito delle spese condominiali e calcolare l’eventuale conguaglio dovuto dal venditore per le rate non ancora scadute al momento del rogito.
Marta non riusciva a vendere casa da 8 mesi
14 novembre 2018 Poi ha incontrato Venditafast. La proprietaria di questo appartamento a Gradara aveva deciso di vendere per avvicinarsi al suo posto di lavoro risparmiando tempo nel viaggio ogni giorno e costi degli spostamenti. Si era affidata all’agenzia consigliata da un amico…la sua casa è rimasta in vendita per 8 mesi e ha ricevuto diverse visite tanto che era diventata veramente brava a capire se la persona che entrava dentro casa sua avrebbe comprato oppure no. L’agenzia per mostrare a Marta che stava lavorando per Lei ha portato molti clienti a vedere la casa (in confidenza ci ha parlato di una ventina di visite!), ma di tutte queste persone molte non sapevano nemmeno se la banca gli avrebbe dato un mutuo e altre dovevano vendere la loro casa prima di poter comprare. Oltre al danno di non aver venduto quindi Marta si è ritrovata a impegnare il suo poco tempo libero nelle visite con perone per nulla interessate all’acquisto, visite organizzate dall’agenzia solamente per dimostrarle che stavano “lavorando”. SECONDO VOI ALLA FINE È RIUSCITA A VENDERE? Ovviamente no…anzi dopo 8 mesi si sentiva sfiduciata, aveva perso la speranza, credeva che il suo appartamento non si sarebbe mai venduto o che avrebbe dovuto abbassare il prezzo e (come è perfettamente comprensibile) non voleva più sentir parlare di agenzie immobiliari. La verità è che fino ad allora non aveva ricevuto nemmeno una visita sensata perché di tutte le persone che erano entrate in casa sua nessuna avrebbe potuto comprarla davvero, erano dei semplici curiosi. LA SVOLTA A quel punto Marta, completamente delusa e senza speranze, ci ha contattato e in sole 4 visite abbiamo venduto il suo appartamento. Finalmente Marta ha potuto incassare i soldi della vendita e ha comprato la casa che voleva visino al suo posto di lavoro. Oggi risparmia 2 ore al giorno di viaggio che può dedicare alle sue passioni e tanti soldi di benzina. Se anche tu vuoi sapere come siamo riusciti ad ottenere quest’ottimo risultato guarda questo breve video gratuito: video
NO agli agenti immobiliari abusivi!
14 novembre 2018 Lo so, forse non ci avevi mai pensato ed hai sempre dato per scontato che chi si propone a te per venderti casa sia un agente immobiliare regolarmente abilitato alla professione, ma purtroppo in Italia non è esattamente così! CHI SONO GLI AGENTI IMMOBILIARI ABUSIVI? Gli agenti immobiliari abusivi sono tutti coloro che svolgono la professione di agente immobiliare senza essere abilitati a farlo, non essendo iscritti negli appositi registri della Camera di Commercio di appartenenza. COME SI FA A RICONOSCERLI? Basta controllare che il modulo che viene sottoposto al cliente per l’incarico di vendita o la proposta d’acquisto sia firmato dall’agente che effettivamente tratta l’affare, e non dal legale rappresentante della società! Dunque non firmare mai moduli in bianco e pretendi che l’agente che ti ha seguito nelle visite e negli appuntamenti tratti in prima persona anche tutti gli aspetti burocratici e legali connessi alla mediazione. Se non sarà così significa che ti sei imbattuto in un agente immobiliare abusivo e hai il diritto di non pagarlo, poiché tale soggetto non è autorizzato a svolgere l’attività che esercita. COSA CAMBIA CON LA NUOVA LEGGE? Il 15 Febbraio è entrata in vigore la Legge numero 3 dell’11 gennaio 2018 che ha inasprito le sanzioni a tutela dei consumatori per chi svolge abusivamente la mediazione immobiliare. Il tema è particolarmente rilevante per il settore immobiliare, vista l’ampia diffusione del fenomeno dell’abusivismo. Secondo le stime infatti, il totale delle provvigioni percepite indebitamente dagli agenti “irregolari”, ogni anno, sarebbe pari a 750 milioni di euro. Prima della modifica la legge prevedeva che l’abusivo dovesse subire 3 sanzioni amministrative prima di arrivare alla denuncia penale, il nuovo testo fa scattare il regime penale già dopo essere incorsi in una sola sanzione amministrativa. Nello specifico chiunque eserciti una professione senza esserne abilitato è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni (fino ad oggi oggi era al massimo di 6 mesi) e con la multa da 10.000 a 50.000 euro (fino ad oggi era da 103 a 516 euro). Oltre alla restituzione delle provvigioni indebitamente percepite è prevista inoltre la confisca delle “cose” – nel caso specifico, tra l’altro, degli immobili dove si svolge l’attività abusiva – “che servirono o furono destinate a commettere il reato”.
Mutuo per acquisto casa
14 novembre 2018 I tassi vantaggiosi favoriti dalle politiche monetarie della Bce hanno reso molto più economica l’accensione di un mutuo, il tasso medio è infatti passato dal 4% al 2,10%. In questa analisi sono state messe a confronto le condizioni attuali del mercato del credito con quelle del 2012 nelle principali città italiane. In seguito al ribasso dei prezzi degli ultimi anni e alle attuali condizioni più favorevoli del mercato del credito acquistare casa oggi è molto più conveniente. SIMULAZIONE CONCRETA DI ACQUISTO CON MUTUO Rispetto a 5 anni fa, a causa del calo dei valori immobiliari, un trilocale di 90 mq ha subito una svalutazione passando mediamente da 200.000 € a 167.000 €. Di conseguenza l’anticipo necessario (ovvero il 20% dell’importo totale) passa da 40.000 € a 33.400 € e la rata mensile media di un mutuo a 25 anni che copra l’80% del valore dell’immobile passa da 844,54 € a 572,80 €. Al termine dei 25 anni di mutuo si arriverebbe a risparmiare 88.123 € (pari a circa il 30% rispetto al 2012). Il reddito mensile per poter accedere al finanziamento passa di conseguenza da 2.815 € a 1.909 €! IL RISPARMIO MEDIO NELLE PRINCIPALI CITTÀ ITALIANE Sul podio, tra le città dove acquistando oggi una casa con mutuo si risparmia maggiormente rispetto a cinque anni fa, troviamo Genova con il 50%, Torino con il 38% e Bari con il 35%. Seguono Napoli con il 34%, Bologna e Roma con un risparmio del 30%, a Palermo si risparmia il 29%, il 25 a Firenze, mentre chiudono la classifica Verona con il 24% e Milano con il 21%. Nel concreto si potrebbe quindi arrivare a risparmiare oltre 145.000 euro a Roma e 134.000 euro a Genova.
ISTAT: Analisi sui prezzi delle case
14 novembre 2018 ANCORA IN RIBASSO, SECONDO LE RILEVAZIONI ISTAT, I PREZZI DELLE ABITAZIONI USATE Una discesa di mezzo punto percentuale in tre mesi – non pochissimo nello scenario stagnante che stiamo attraversando – che indebolisce le aspettative di un miglioramento generale sul fronte delle quotazioni, aspettative che erano cresciute anche grazie ad alcuni dati emersi nelle precedenti rilevazioni. Secondo l’Istituto di statistica, infatti, nel terzo trimestre 2017, «l’indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab) acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, diminuisce dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nei confronti dello stesso periodo del 2016 (era -0,2% nel secondo trimestre)». L’ampliamento della flessione «è dovuto esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, la cui diminuzione su base annua si accentua (-1,3%, da -0,5% del trimestre precedente) e torna prossima a quella registrata nel primo trimestre 2016 (era -1,2%)». In media, nei primi tre trimestri del 2017 i prezzi delle abitazioni diminuiscono dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sintesi di un leggero aumento dei prezzi delle abitazioni nuove (+0,1%) e della diminuzione di quelli delle abitazioni esistenti (-0,6%). ANDAMENTO DEL NUMERO DI COMPRAVENDITE Il calo tendenziale dei prezzi delle abitazioni si manifesta contestualmente a una crescita del numero di immobili residenziali compravenduti (+1,5% rispetto al terzo trimestre del 2016, secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate), ininterrotta dal secondo trimestre 2015 ma che si riduce di ampiezza per il quinto trimestre consecutivo.
I 6 errori fatali da non commettere se vuoi vendere casa
14 novembre 2018 Il sole 24 ore dice che il tempo medio in Italia per la compravendita di una casa è di 234 giorni, ovviamente questa è la media tra chi vende in pochi giorni e chi in 3 anni o più! Se anche tu conosci un amico che stà provando a vendere la sua casa da mesi e mesi senza risultato probabilmente stà commettendo uno o più di questi errori: APRIRE LE PORTE A CURIOSI E PERDITEMPO Hai mai pensato a chi varca la soglia di casa tua quando decidi di metterla in vendita? Non saper distinguere gli acquirenti reali dai “turisti immobiliari”significa impiegare ore del tuo tempo per sistemare casa, magari chiedendo anche permessi dal lavoro, per poi aprire le porte a curiosi non motivati all’acquisto, a chi è interessato a vedere “cosa c’è in giro” ma non a fare un’offerta e a persone delle quali non si conosce la disponibilità finanziaria né la capacità di accedere ad un mutuo. Un altro aspetto da non sottovalutare inoltre è il numero sempre crescente di furti avvenuti in seguito ad una visita ricevuta da un annuncio di vendita privato, i proprietari credono di far entrare in casa un potenziale acquirente mentre in realtà si tratta di un ladro che esamina la casa prima di introdursi nuovamente le notti successive. Per tutti questi motivi questo aspetto è uno dei più importanti da tenere in considerazione. AFFIDARE LA VENDITA A PIÙ AGENZIE In questo modo si ha solamente l’illusione di avere più opportunità. Facciamo un esempio pratico: immaginiamo che tu debba regalare una torta ad una persona a te cara per il giorno più importante della sua vita…fai il giro di 6 pasticcerie diverse dicendo loro “chi mi farà la torta più bella alla fine verrà pagato”. Ora, secondo te, quanti di questi pasticceri inizieranno a lavorare per te trascurando quei clienti che pagheranno con certezza il loro lavoro? Preferisci avere 6 o più agenzie che “dicono” di lavorare per te oppure preferisci avere un professionista serio che si occupa realmente della vendita di casa tua? AFFIDARSI A PERSONE NON COMPETENTI PER FARE LA PERIZIA Ci sono molte categorie di professionisti che propongono perizie immobiliari ma solamente le agenzie hanno i valori reali di immobili recentemente venduti nella tua zona, è per questo motivo che sono la categoria più adatta a cui chiedere le valutazioni. Anche in questo caso però c’è da fare una precisazione: quante vendite ha fatto nella tua zona l’agenzia a cui ti stai rivolgendo? Sulla base di quali dati reali ti sta comunicando il prezzo di vendita? Mediamente in quanto tempo l’agenzia vende gli immobili che gli vengono affidati? E con che percentuale di sconto dal prezzo di richiesta? Vendere la tua casa è una delle operazioni economicamente più importanti della tua vita, è fondamentale perciò verificare ciò che ti viene detto e non basarti solamente sulla prima impressione. VENDERE UN IMMOBILE IRREGOLARE SENZA SAPERLO Sapevi che in Italia oltre il 60% degli immobili presenta delle irregolarità urbanistiche? Nemmeno molti dei proprietari che hanno venduto casa negli scorsi anni lo sapevano, lo hanno scoperto quando il nuovo acquirente li ha denunciati! I tribunali registrano una crescita esponenziale di cause attinenti alle compravendite immobiliari e siamo sicuri che tu non voglia essere il prossimo. AFFIDARSI AD UNA AGENZIA IMMOBILIARE CHE NON FA MARKETING Le agenzie classiche mettono un annuncio sui portali e nella loro vetrina e un attimo dopo si sono completamente disinteressati di te e del tuo immobilecredendo di aver fatto tutto ciò che dovevano fare per vendere casa tua. Da quel momento in poi aspettano semplicemente che le persone entrino in agenzia chiedendo di vedere casa tua. Ma tu non vuoi questo! Vuoi un’agenzia che si occupi attivamente di cercare il giusto acquirente nel più breve tempo possibile! PESSIMA PRESENTAZIONE DELLA CASA Nel mostrare la casa a potenziali acquirenti occorre presentare l’immobile nel modo più gradevole possibile. Piccoli ritocchi estetici possono avere un impatto importantissimo sul prezzo e sulle tempistiche di vendita. Le fonti ufficiali parlando di una riduzione del tempo medio di vendita addirittura del 76%. Se il tuo amico stà facendo anche uno solo di questi errori sicuramente stà già perdendo tempo e soldi, il consiglio migliore che potresti dargli è di contattarci il prima possibile per ritirare gratuitamente la nostra guida “come vendere casa in meno di 67 giorni”
Prima casa
14 novembre 2018 Scopri se puoi richiedere l'agevolazione. La legge italiana prevede una serie di agevolazioni per l’acquisto della prima casa, ossia per l’acquisto di un’abitazione da parte di una persona che, prima di allora, non sia proprietario di altri immobili. Tali agevolazioni sono di natura fiscale e riguardano principalmente le imposte da pagare al momento della compravendita. Partiamo dal concetto di prima casa: essa non è necessariamente l’abitazione utilizzata per dimorarvi, quanto piuttosto il primo immobile ad uso abitativo che viene acquistato da una determinata persona. I REQUISITI PER CHIEDERE L’AGEVOLAZIONE Il primo requisito per accedere alle agevolazioni prima casa riguarda il possesso di altri immobili. L’acquirente, o gli acquirenti, devono infatti dichiarare nell’atto di compravendita di non possedere: Altre case nel Comune in cui è situato l’immobile che si vuole acquistare con le agevolazioni prima casa Altre case acquistate con i benefici prima casa su tutto il territorio nazionale Per possesso si intende sia la titolarità esclusiva, sia in eventuale comunione con il coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione. Per i casi segnalati al secondo punto vanno considerati anche gli immobili acquistati con nuda proprietà usufruendo di agevolazioni per la prima casa. Le agevolazioni sono riconosciute soltanto per abitazioni non di lusso, le categorie ammesse alle agevolazioni prima casa sono: – A/2 (abitazioni di tipo civile) – A/3 (abitazioni di tipo economico) – A/4 (abitazioni di tipo popolare) – A/5 (abitazioni di tipo ultra popolare) – A/6 (abitazioni di tipo rurale) – A/7 (abitazioni in villini) – A/11 (abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi) Come precisato dal d.p.r. n. 131 del 1986 inoltre “l’immobile deve essere situato nel comune in cui l’acquirente abbia o stabilisca entro diciotto mesi dall’acquisto la propria residenza o, se diverso, in quello in cui l’acquirente svolge la propria attività ovvero, se trasferito all’estero per ragioni di lavoro, in quello in cui ha sede o esercita l’attività il soggetto da cui dipende ovvero, nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero, che l’immobile sia acquistato come prima casa sul territorio italiano”. CONCLUSIONI Essere acquirente della “prima casa” non vuol dire dover necessariamente stabilire la residenza in quell’abitazione. La legge è chiara sul punto: la residenza dev’essere fissata nel comune in cui è situato l’immobile, non nell’immobile medesimo. In questo contesto, è sempre l’agenzia delle entrate a specificarlo, “la locazione dell’immobile acquistato con l’agevolazione non comporta la decadenza della stessa, in quanto, non si ha la perdita del possesso dell’immobile”. Leggermente diverso il caso di locazione della prima casa che sia anche abitazione principale: in quest’ultima ipotesi l’immobile acquistato non è solamente il primo ad essere acquistato, ma l’acquirente vi fissa (o dichiara che lo farà) la propria residenza ai fini della fruizione di ulteriori benefici fiscali (es. detrazione interessi passivi mutui, esenzione IMU). Secondo l’indicazione che si può desumere da una circolare del Ministero delle finanze, sebbene sia possibile la locazione parziale (es. una o più stanze), tale contratto potrebbe far venire meno, parzialmente, l’esenzione IMU. Si legge nella circolare: “particolare risulta l’ipotesi dell’abitazione principale “parzialmente locata” trattandosi al tempo stesso di un immobile non locato per la parte adibita ad abitazione principale e di un immobile locato per la rimanente parte. In tal caso si ritiene, sulla falsariga delle scelte interpretative operate ai fini IRPEF fino al 31 dicembre 2011, che debba applicarsi la sola IMU nel caso in cui l’importo della rendita catastale rivalutata del 5% risulti maggiore del canone annuo di locazione (abbattuto della riduzione spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dell’opzione per la cedolare secca)” (circolare n. 3/DF Ministero dell’Economia e delle Finanze).
IMU e TASI 2017
14 novembre 2018 Si avvicina l’appuntamento con le tasse sulla casa: a versare il saldo del 18 dicembre di Imu e Tasi saranno i proprietari di prime case di lusso e di immobili diversi dall’abitazione principale. Vediamo quali sono le regole per il 2017, che dovranno essere utilizzate anche per il pagamento della seconda rata di quest’anno. TASI PRIMA CASA 2017 Non si paga la Tasi sulle case utilizzate dal proprietario come prima casa, secondo la definizione contenuta nel decreto Salva-Italia. Si tratta dell’immobile nel quale il proprietario e il suo nucleo familiare vivono abitualmente e risiedono anagraficamente. Se i componenti del nucleo familiare risiedono in case diverse nello stesso Comune, solo una avrà l’esenzione, se sono in Comuni diversi, entrambi avranno l’esenzione. La casa deve essere iscritta come un’unica unità immobiliare ESENZIONE PERTINENZE TASI 2017 Esenti dal pagamento della Tasi  anche le pertinenze dell’abitazione principale, sempre nei limiti fissati dal 2012. Vengono considerate pertinenze i box auto (categoria catastale c-6), le tettoie e i magazzini (c-7), locali di sgombero e cantine 8C/2), ma solo una pertinenza per ciascuna categoria catastale. IMU CASE DI LUSSO L’esenzione non vale per le case di lusso, che continueranno a pagare l’Imu e la Tasi 2017. Le categorie catastali A1, A8 e A9 (ovvero case signorili, ville e castelli) continueranno a pagare l’Imu 2017, ma con un’aliquota agevolata al 4 per mille e una detrazione di 200 euro. Ma ci sono ville di lusso che sono esenti dal pagamento: si tratta delle villette inserite nella categoria catastale A7. TASI COMODATO USO GRATUITO Riduzione del 50% della base imponibile dell’imposta per i proprietari che concedono ai figli un immobile in comodato gratuito. ALIQUOTA IMU CANONE CONCORDATO La legge di stabilità 2016 ha previsto anche agevolazioni per le case date in affitto a canone concordato, che usufruiscono di una riduzione Imu del 25%.  TASI CONIUGI SEPARATI I separati e i divorziati la cui casa coniugale è stata assegnata all’ex da una sentenza di separazione o per annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio non dovranno pagare la Tasi. Stop, dunque, alle tasse sulla prima casa per i separati che lasciano l’abitazione all’ex coniuge. TASI INQUILINI La Legge di Stabilità prevede l’abolizione della Tasi 2017 anche per gli inquilini che hanno scelto l’unità immobiliare come abitazione principale. Continueranno a pagarla gli studenti fuorisede o chi si sposta per lavoro senza spostare però la propria residenza. La quota abolita agli inquilini non si sposterà sui proprietari che continueranno a pagare una quota tra il 70 e il 90%. IMU IMMOBILI INVENDUTI Gli immobili invenduti delle imprese costruttrici continueranno a pagare l’Imu, ma con un’aliquota agevola dell’1 per mille. IMU E TASI PER I RESIDENTI ALL’ESTERO Anche i cittadini residenti all’estero dovranno pagare l’Imu e la Tasi, ad eccezione dei cittadini che percepiscono una pensione nel Paese di residenza, a condizione che l’immobile posseduto in Italia non sia locato o dato in comodato d’uso. IMU E TASI CASE INAGIBILI E DIMORE STORICHE I proprietari di immobili inagibili, inabitabili e dimore storiche hanno diritto ad una riduzione del 50% della base imponibile di Imu e Tasi IMU TERRENI AGRICOLI 2017 E IMBULLONATI Dal 2017 è entrato in vigore l’esenzione dell’Imu per i terreni agricoli per i coltivatori diretti e per gli imprenditori agricoli professionali (IAP). La legge di Stabilità per il 2016 ha infatti cancellato la classificazione dell’Istat fra tra terreni montani, parzialmente montani o di pianura e rintroduce la vecchia classificazione dei terreni agricoli. A partire dal primo gennaio 2016 le imprese  hanno potuto escludere i macchinari imbullonati dal calcolo della rendita e quindi dalla base imponibile fiscale per il pagamento dell’Imu.
Nomisma: compravendita in ripresa
14 novembre 2018 Compravendite in crescita ma ad un ritmo «fisiologicamente» più basso. È il quadro generale che emerge nel terzo Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2017 stilato da Nomisma. A giudizio dell’istituto bolognese «nel 2017 l’euforia si è leggermente affievolita, lasciando spazio ad una maggiore oculatezza nelle scelte che scaturisce dalla valutazione dei fattori di debolezza ancora presenti sul mercato». La ripresa del mercato per ora riguarda gli scambi mentre sul fronte dei prezzi bisognerà ancora attendere. I DATI Per Nomisma le compravendite di abitazioni in Italia si attesteranno poco sotto le 545mila; considerando come termine di paragone il 2006 – ultimo anno della fase espansiva – il mercato residenziale si è ridimensionato di circa il 36,6%, pari a oltre 300 mila contratti stipulati in meno. «Dopo la variazione annua del +16% registrata a fine 2016, si stima una significativa riduzione della crescita (delle compravendite ndr) che dovrebbe attestarsi nell’ordine del +5% ad esito delle dinamiche che hanno interessato il segmento abitativo (+5,5%) e quello terziario e commerciale (+2,2%). Considerando invece i tempi medi di vendita e locazione, Nomisma stima che occorrano in media 6,5 mesi per alienare un’abitazione e 3 mesi per affittarla; nonostante la riduzione in atto i tempi medi di vendita risultano essere tuttora più elevati di 1,5 mesi rispetto ai livelli pre-crisi. Passando al segmento di uffici e negozi, i tempi medi di assorbimento si attestano rispettivamente a 9 e 9,5 mesi, ossia nettamente sopra i minimi dello scorso decennio (3,4 mesi per gli uffici e 3,3 per i negozi). ANCORA MOLTA STRADA DA FARE Il terreno da recuperare è ancora tanto: per quantificare la perdita di valore capitale degli immobili, fatto 100 il prezzo medio delle abitazioni nuove nel 2008 nella media dei 13 mercati, a fine 2017 tale valore è sceso a 77, con una flessione del 23% (estremi della graduatoria sono Milano con -17% e Firenze con -29%); rispetto agli uffici l’arretramento è giunto a 74, per un arretramento del 26% (con Cagliari che presenta il minore arretramento con -21% e Venezia terraferma che invece registra il gap più pesante, -32%). In ultimo i negozi, la cui riduzione media è stata del 22%, con agli estremi Venezia città con -17% e Venezia terraferma con -30%.
Vendere casa in 67 giorni
14 novembre 2018 Ci capita spesso di incontrare proprietari di immobili che sono convinti che per vendere casa sia normale aspettare mesi e anche anni a causa della crisi. In realtà questo non è assolutamente normale e ti spiego perché. Anche negli anni della crisi più profonda del mercato immobiliare italiano non si sono mai concluse meno di 400.000 vendite di immobili. QUESTO COSA SIGNIFICA? Significa che ogni giorno in Italia vengono vendute più di 1.000 abitazioni e questo comprendendo anche sabati e domeniche. Ora, se la tua casa non si vende mentre se ne vendono migliaia ogni giorno, è evidente che c’è qualcosa che non va. Proprio per questo invece di fare come quelle persone che danno sempre colpa alla crisi dovresti iniziare a preoccuparti e a capire cosa devi invece fare per riuscire a vendere la tua casa come fanno gli altri proprietari. STATISTICHE SUL MERCATO IMMOBILIARE I dati ufficiali dicono che ci vogliono più di 7 mesi per vendere una casa e mediamente verrà venduta con uno sconto pari al 16% del prezzo di richiesta. Sai perché accade questo? La verità è che un immobile tiene molto di più il prezzo di vendita se viene venduto in poco tempo rispetto a quelli che rimangono sul mercato per mesi o addirittura per anni. Questo perché un immobile che rimane invenduto per mesi o anni viene declassato agli occhi di un potenziale acquirente. Quando una casa rimane in vendita e quindi pubblicizzata per un tempo medio lungo i potenziali acquirenti se ne accorgono e iniziano a pensare che nessuno voglia quella casa e che ci sia qualche problema sotto. COSA PUOI FARE PER VENDERE? Prima di tutto controlla le attività di vendita: prima di partire hai fatto un’Analisi Specifica di Mercato stabilendo subito il massimo prezzo di mercato o ti sei basato sui tuoi desideri senza tenere conto del mercato? hai predisposto la tua casa per la vendita? hai studiato e predisposto una strategia di marketing completa prima di partire? hai messo in atto tutto quello che ti eri prefissato della strategia di cui sopra? ogni azione promozionale che hai pensato è stata studiata e applicata alla perfezione ed in maniera costante, o hai mollato dopo le prime settimane? Le visite che hai ricevuto erano di persone realmente interessate a quella tipologia di casa? Avevano la capacità economica per poterla acquistare o erano semplici curiosi? PERCHÉ VENDITAFAST RIESCE A VENDERE IN 67 GIORNI? I nostri consulenti sono in possesso dei dati reali di compravendite recentemente effettuate nella zona, per questo motivo sono in grado di stabilire con precisione il prezzo di mercato, senza illudere il proprietario su importi irrealistici né tantomeno “svendere”. Una volta definito il corretto prezzo di mercato i nostri consulenti effettueranno un’approfondita analisi sul target di clientela potenzialmente interessata alla tua casa e impiegheranno tutti gli strumenti di marketing, moderni e non, per entrare in contatto nel più breve tempo possibile con l’acquirente giusto per casa tua.
Mutui: i documenti mancanti bloccano il 50% delle peripezie
14 novembre 2018 Metà delle pratiche si blocca ancora prima di iniziare per mancanza dei documenti e in un terzo dei casi si scoprono difformità edilizie o catastali che possono anche compromettere la trattativa. Questo è ciò che accade quando le banche affidano una valutazione immobiliare per istruire una pratica di mutuo. È quanto emerge da un’analisi basata su un campione enorme, circa 300mila operazioni, che Assovib, associazione che rappresenta le principali società del settore, ha anticipato a Casa24 Plus. Uno studio che fa emergere una situazione ancora oscura a livello di corrispondenza tra patrimonio edilizio e catasto. PERCHÉ LE PRATICHE VENGONO BLOCCATE? nel 44% dei casi l’incartamento è incompleto, perché mancano certificati all’apparenza semplici come la visura o la planimetria catastale aggiornate e l’atto di provenienza della casa. nel 17,5% dei casi si riscontra una difformità edilizia un altro 18,5% un problema solo catastale QUALI SONO I RISCHI? Allungamento dei tempi di erogazione Trattative compromesse Mancata erogazione del mutuo PERCHÉ SUCCEDE? Un po’ tutti gli attori in campo sono coinvolti: i proprietari, colpevoli talvolta per noncuranza, altre volte intenzionalmente. Sono migliaia i casi in cui i privati non siano in possesso dell’atto di proprietà, magari perché il notaio non l’aveva spedito subito e si sono scordati di richiederlo. E sono tanti coloro i quali hanno effettuato dei lavori regolarmente denunciati al Comune, senza poi comunicarlo al catasto. Un passaggio che non va in automatico, ma che deve essere espletato a fine lavori. gli agenti immobiliari, a livello deontologico si impegnano a immettere sul mercato solo abitazioni libere da vizi di qualsiasi natura. In realtà, nella loro attività di mediazione, non sono sottoposti a obblighi stringenti. le banche, talvolta sono loro stesse a sottovalutare l’importanza di un documento e quindi a non richiederlo all’aspirante mutuatario, finendo così per allungare la pratica. COME EVITARE DI PERDERE TEMPO E SOLDI Se devi vendere casa rivolgiti ad una agenzia immobiliare che certificherà la regolarità urbanistica e catastale del tuo immobile e forniscigli nel più breve tempo possibile tutti i documenti che ti vengono richiesti, nello specifico: atto di acquisto o successione eventuale atto di mutuo documenti di identità del proprietario (eventuale procura notarile se presente) certificazione energetica planimetria catastale tutti i documenti urbanistici e abitabilità Ogni documento che non è in tuo possesso può essere ritirato dal tecnico che l’agenzia provvederà ad incaricare, fornisci fin da subito le deleghe necessarie.
Legge di stabilità 2018
14 novembre 2018 Nella nuova legge di Bilancio trovano spazio i bonus casa. Vediamo quali sono le agevolazioni che cambiano e quelle che restano. ECOBONUS 65% Confermato per tutto il 2018 l’ecobonus al 65% per le spese di efficientamento energetico in casa. Ma cambia il perimetro degli interventi incentivati: la posa in opera di infissi, di schermature solari e le caldaie a condensazione e a biomasse passano dal 65% al 50%; resta invariato a quota 65% il bonus per pannelli solari per l’acqua calda, pompe di calore e altri interventi sull’involucro edilizio. BONUS 50% PER LE RISTRUTTURAZIONI Diventa possibile utilizzare il bonus del 50% per le ristrutturazioni per le spese sostenute fino al 31 dicembre del 2018, entro un ammontare complessivo di spesa non superiore a 96.000 euro. BONUS MOBILI Una detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici in classe A o A+, per un tetto massimo di 10mila euro. Le detrazioni saranno spalmate in 10 rate. BONUS VERDE Dal 1° gennaio del 2018 diventa detraibile una cifra pari al 36% delle spese documentate relative al verde, fino a un massimo di 5.000 euro per ogni unità immobiliare. Il nuovo sconto sarà dedicato alla sistemazione a verde “di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni”. PROROGA CEDOLARE SECCA Contrariamente alle bozze circolate nei giorni scorsi, viene prorogata la cedolare secca al 10% sui contratti a canone concordato, ma l’estensione varrà solo per il prossimo biennio. SISMABONUS E BONUS CONDOMINI Sul fronte degli ecobonus condominiali rimangono gli sconti del 70 e 75% che vengono confermati fino al 31 dicembre del 2021. Arriverà fino al 2021 il sismabonus, con percentuali variabili tra il 75% e l’85%. FONDO DI GARANZIA Nasce il fondo nazionale per la concessione di garanzie sui prestiti finalizzati alle operazioni di riqualificazione energetica con una dotazione di 50 milioni all’anno tra il 2018 e il 2020, ripartiti tra Ministero dell’Ambiente e Mise. Le famiglie a basso reddito potranno così accedere più facilmente ai prestiti bancari: con questi 50 milioni annui sarà possibile stimolare, in base alle stime del governo, circa 600 milioni di investimenti. CESSIONE DEI CREDITI ANCHE PER I SINGOLI APPARTAMENTI Diventa possibile trasferire le detrazioni anche per le operazioni effettuate sulla singola unità immobiliare, al di fuori degli interventi condominiali. Chi incamera il bonus potrà, poi, anche trasferirlo nuovamente. Finora la possibilità di trasferire le detrazioni era limitata al solo caso degli interventi sulle parti condominiali. REQUISITI TECNICI E MASSIMALI Vengono aggiornati i requisiti tecnici minimi che gli interventi di efficientamento devono rispettare per rientrare nel perimetro dell’ecobonus. Ad occuparsene sarà un decreto del Ministero dello Sviluppo economico. Nel testo andranno anche rivisti i massimali di costo specifici per ogni tipologia di intervento, oltre alle procedure di esecuzione dei controlli a campione eseguiti dall’Enea.
Agenti immobiliari abusivi
14 novembre 2018 Lo so, forse non ci avevi mai pensato ed hai sempre dato per scontato che chi si propone a te per venderti casa sia un agente immobiliare regolarmente abilitato alla professione, ma purtroppo in Italia non è esattamente così! Potrebbe essere accaduto anche a te se già stai cercando o vendendo casa da alcuni mesi di avere a che fare senza saperlo con personaggi che si spacciano per agenti immobiliari ma non hanno titolo per esercitare la professione e non sono garantiti per la loro responsabilità civile nel caso in cui ti arrechino un danno, svolgendo questo lavoro in modo illegale. QUALI RISCHI? Incappando quindi in un agente immobiliare abusivo il più grande rischio che corri è proprio quello di non essere tutelato nel caso in cui si verifichino delle situazioni che per negligenza o errori professionali dello pseudo-agente ti portino a perdere dei soldi senza essere garantito nella compravendita dalla polizza a copertura di potenziali danni che ha ogni agente immobiliare regolare! CHI SONO GLI AGENTI IMMOBILIARI ABUSIVI? Gli agenti immobiliari abusivi sono tutti coloro che svolgono la professione di agente immobiliare senza essere abilitati a farlo, non essendo iscritti negli appositi registri della Camera di Commercio di appartenenza. COME SI FA A RICONOSCERLI? Basta controllare che il modulo che viene sottoposto al cliente per l’incarico di vendita o la proposta d’acquisto sia firmato dall’agente che effettivamente tratta l’affare, e non dal legale rappresentante della società! Dunque non firmare mai moduli in bianco e pretendi che l’agente che ti ha seguito nelle visite e negli appuntamenti tratti in prima persona anche tutti gli aspetti burocratici e legali connessi alla mediazione. Se non sarà così significa che ti sei imbattuto in un agente immobiliare abusivo e hai il diritto di non pagarlo, poiché tale soggetto non è autorizzato a svolgere l’attività che esercita. RIEPILOGO solo un agente immobiliare regolarmente abilitato alla professione può: far sottoscrivere un incarico di vendita o di affitto far sottoscrivere una proposta d’acquisto o di affitto seguire la trattativa per una vendita o per un affitto avere il diritto a una provvigione COSA FARE SE HAI DI FRONTE UN AGENTE ABUSIVO Abbandona subito qualsiasi attività che stai facendo o che ti propone di fare e vai alla ricerca di un agente immobiliare regolarmente abilitato alla professione. Per tuo dovere di cittadino che vuole essere tutelato, segnalalo alla camera di commercio della tua città, come segnaleresti e non ti affideresti sicuramente più al tuo medico o al tuo dentista se scoprissi che non sono laureati! Nel caso in cui avessi già concluso una trattativa con un agente immobiliare abusivo fai valere il tuo diritto a non riconoscere la mediazione per la trattativa conclusa in quanto, come già detto sopra, solo chi svolge in modo regolare la professione di agente immobiliare ha diritto alla provvigione per l’affare concluso.